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Cenni di Storia e Archeologia

La frequentazione dell'uomo nel territorio risale ad epoche remote: a darne testimonianza è la cospicua presenza di monumenti e resti di epoca prenuragica e nuragica la cui origine è databile a partire dal Neolitico.

  • monumenti e/o insediamenti di epoca preistorica:

Sul territorio di Tresnuraghes è presente un insediamento di epoca neolitica per la lavorazione dell'ossidiana proveniente dal Monte Arci. Il sito in località ''Oddine'', sulla stada per San Marco - Torre Foghe ha restituito resti di focolare con reperti di vasellame e oggetti di uso domestico. Gli scavi non sono visibili in quanto per ragioni di tutela sono stati ricoperti.

  • Le domus de janas

Il fenomeno più rilevante e suggestivo di questo periodo, è costituito dalle grotte funerarie che la cultura popolare ha denominato domus de janas, ovvero ''case delle fate''. Diffuse in tutta l'isola, in numero di circa 3500, alcune si presentano in forme semplici o pluricellulari, oppure libere, isolate o aggregate in vaste necropoli.

Nel nostro territorio sono presenti in almeno due siti. Il primo sul crinale del colle di San Marco che guarda verso la cartiera Il secondo in località ''Su ‘e s'olia'', nei pressi del ponte in cui la strada provinciale 129 bis scavalca il Rio Lobos. Si tratta in ogni caso di domus de janas di semplice fattura che comunque testimoniano la frequentazione dei nostri luoghi già dal 3000 a.C.

  • I dolmen

Con il termine Dolmen vengono denominate le camere sepolcrali megalitiche formate da almeno tre o più blocchi litici, chiamati ortostati, che ne costituiscono le pareti; il vano sepolcrale è ricoperto inoltre da una o più lastre, sempre di pietra, si tratta prevalentemente di strutture di dimensioni non grandi e spesso di difficile inquadramento cronologico.

Testimonianza di un certo interesse è il domen in località ''Mara Pala'', a circa 1,3 Km dall'abitato in direzione San Marco, noto come ''Su juu marmuradu'', ''il giogo pietrificato'', il cui nome deriva da un'antica leggenda. E' costituito da tre monoliti bislunghi infissi verticalmente nel terreno al di sopra dei quali stava una terza lastra di copertura.

Si estende per 200 metri sull' altopiano di Sa Sea, con spessore medio di 3 metri la possente muraglia megalitica di Albaredda.

  • I betili

Sono pietre di forma vagamente conica o cilindrica che venivano infisse verticalmente nel terreno; dovevano assolvere la funzione di piccoli altari, luogo di incontro fra la divinità ed il devoto (beth-el, in ebraico, significa, appunto, ''Casa del Signore''). Betili di medie e grandi dimensioni venivano posti a mò di guardia nelle vicinanze di numerose tombe di giganti.

Recentemente è stato ricollocato nel suo sito originario, nei pressi della tomba dei giganti, un monolite basaltico di forma fallica alto 1,62 metri infitto nel terreno.

  • Le Tombe di giganti

Sepolture di epoca nuragica, devono il loro nome alle grandi dimensioni che facevano persone alla sepoltura di un gigante. Si tratta in realtà di sepolture cumulative all'interno delle quali venivano riportate le salme di diverse persone appartenenti ad una comunità.

Nel territorio di Tresnuraghes sono presenti diverse tombe di giganti nelle località di Martine e Pischina ‘e Sassa, quest'ultima fruibile al pubblico a circa 6 Km dal centro abitato sulla strada in direzione San Marco.

Il bètile e i resti di una tomba di giganti in località 'Pischina 'e Sassa'

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